diario dell’anno della peste

24/01/2021 0 Di admin

Un romanzo estremamente realistico sulla grande peste di Londra del 1665, la peggiore epidemia di peste in Gran Bretagna dai tempi della Morte Nera (1348).


La peste sfidava ogni medicina, gli stessi medici che se ne occupavano e gli uomini che prescrivevano agli altri cosa fare cadevano morti, distrutti proprio dal nemico che dicevano agli altri di combattere. 

Noi continuammo a sperare per alcuni giorni, ma solo per pochi. Fallì ogni tentativo di sminuire il rischio, né si poté più passarlo sotto silenzio. Anzi, fu ben presto chiaro che il contagio si era esteso ad onta di tutte le speranze di estinzione.

Ora il volto di Londra era stranamente alterato… Si poteva sentire la voce del lutto nelle strade.

Ma da dove veniva la tragedia? Dicevano alcuni, dall’Italia, altri dal Levante… Altri sostenevano che era stata portata da Candia; altri da Cipro. …

Eravamo all’inizio di agosto e la pestilenza si diffondeva, violentissima e terribile nella zona in cui abitavo, e il dottor Heath, venendo a visitarmi e sapendo che spesso mi avventuravo per le strade, cercò seriamente di convincermi a stare chiuso in casa con la famiglia, non permettendo a nessuno di uscire, tenendo sigillate finestre, imposte e tende.

Poiché non avevo da parte una quantità di provviste sufficienti per un simile isolamento, non potevamo chiuderci completamente in casa. Sebbene fossimo ormai in ritardo, tentai di fare qualcosa per rimediare […] andai a comprare due sacchi di farina e, avendo un forno, preparammo pane per diverse settimane….

Un uomo, che potrebbe aver contratto l’infezione senza saperlo, e si reca all’estero o altrove come persona sana, può diffondere la peste tra migliaia di persone.

Daniel Defoe, Diario dell’anno della peste (A journal of the plague, trad. E. Vittorini), 1722